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sabato 3 gennaio 2015

Scoop: Xiaomi è un po' più open

Posted By: Anto - 04:23












Stando a quanto riferito qui e qui finalmente anche il famoso costruttore cinese (pare che sia il terzo al mondo dopo Samsung e Apple).
Una notiziona perché il sottoscritto è da sempre un fan della Miui (la componente software dei device del gigante cinese). Da sempre è stato possibile installare la Miui anche su telefoni della concorrenza con le doti di cui gode la miui: ottime performance, personalizzazione spinta ai massimi livelli, innovazione,..
La Miui  ha avuto così successo che quasi tutti i concorrenti cinesi la copiano. Non per niente sono da anni un gran fan della nota rom cinese e non perdo occasione per pubblicizzarla.
Tre però sono le critiche che spesso mi vengono mosse quando parlo della Miui:

1) è troppo simile a ios,

2) non è trasparente e non è opensource.

Sulla prima possiamo sempre spezzare una lancia tirando in ballo l'estrema personalizzazione e i widget ma sulla seconda...
Pare che alla Xiaomi non rilasciassero i sorgenti e quindi, in soldoni, non rispettassero neanche le licenze del software GPL (grossomodo tutti hanno accesso al codice e possono modificarlo ma poi devono rilasciare una versione del proprio lavoro che sia anch'essa accessibile e liberamente modificabile). Questa mancanza ha dato anche adito a sospetti..
In realtà c'erano delle rom ricavate dalla Miui ma era un prodotto a metà.
Beh, da oggi la situazione è nettamente migliorata e chi usa la Miui ha la coscienza un po' più pulita.


mercoledì 7 maggio 2014

Android e i vari store

Posted By: Anto - 15:13
Tempo addietro ho scritto qualcosa a proposito di Android e gapps. Dopo battaglie degne di un vero fanboy con tanto di pedigree cosa è successo? Chi aveva ragione? Io o io medesimo altro?
Andiamo a controllare ;)
Per prima cosa ho installato una Cyanogenmod. Nota rom, pardon: nota distribuzione Android. Tutto funzionante. Tutto aggiornatissimo alla ultima versione del robottino verde. Manca solo una cosa: le gapps. Ovviamente.
Allora mi son detto: adesso dimostro a tutti la mia tesi:
Android è open. Si può vivere anche senza le gapps proprietarie. Fancul0 le gapps, viva il mondo libero!!



Così, dopo l’esorcismo delle gapps a suon di parolacce, sono andato online e sono andato alla ricerca di market alternativi. Android permette l’installazione di software non proveniente da mamma Google senza perdere la garanzia e senza mettere mano a jailbricchi vari.
Primo dilemma: installare direttamente un market pirata?
Qui il discorso richiama la legalità e la morale.


Io consiglio di comprare sempre le proprie app, giochi, film e musica perché è un modo per dimostrare la propria gratitudine nei confronti di chi le ha fatte. Poi, non intendo certo giudicare chi la pensa diversamente anzi… la pirateria in qualche modo tiene bassi i prezzi, porta maggiore qualità sul mercato e fondamentalmente è anche una risorsa. Ma non usciamo fuori tema con idee personali. Torniamo all'esperimento.
Installo i soliti store di app: amazon, appbrain, slideme e mikandi.
No mikandi no :P
Iniziano i guai. Innanzitutto non avere le gapp implica l’assenza di tutte quelle app onestamente prese sul playstore (e si sapeva).
E che pall! Va beh, ho un’altro cell android. In qualche modo andremo avanti.
Non ci sono le app proprietarie di Google. E va beh: si sapeva. In qualche modo faremo. Vediamo, vediamo,..
Al posto di maps c’è waze. Installo waze e fancul0 Google.
..
..
.
O_o waze non va. E non è l’ultima app a fare i capricci!! Anche l’amata seepu(app per monitorare in tempo reale processore, ram e traffico di rete) non va! Ohh, non funziona neanche questa! La spiegazione è semplice: le gapps non sono solo playstore e qualche app più o meno utile. Sono anche sevizi, processi, librerie, demoni su cui si appoggiano gli sviluppatori per fare le proprie app. In realtà si può fare a meno ma qui la scelta è dello sviluppatore,..
Quindi, alla fine, niente gapps implica niente app dipendenti dai servizi di google Adesso capisco perché anche i tablet cinesi da quattro soldi hanno le gapps,..
Infine appbrain. Bello, bello. C’è tutto però,.. si ricollega al solito al google play. Senza, non puoi installare niente.
Morale della favola: ha vinto Google.
Installando il playstore anche le app degli altri store riprendono a funzionare,…
Ma dico io: è vera libertà questa? E’ vero open source?
Per me no. Però Android è sempre il meno peggio di tutti. Teniamocelo caro.
AGGIORNAMENTO
Sulle versioni più vecchie di Android come gb, la dipendenza dalle gapps è meno marcata. Quindi chi volesse provare a vivere senza i servizi Google la scelta è quasi obbligata.

giovedì 10 aprile 2014

Android e open source

Posted By: Anto - 12:46
In questi giorni ho avuto un piacevole scambio di opinioni sul blog a proposito della natura di Android. Ne ho sentite di tutti i colori e quindi è meglio fare chiarezza. O forse è solo voglia di aver l’ultima parola? Fatto sta che sono qui ad esordire con questo articolo.
Andiamo dritti al punto: Android è o non è open source? E cosa significa dire che qualcosa è open source in soldoni?
Se ci rechiamo sul sito http://source.android.com/ risulta dalla quarta parola che Android è appunto open source. Quindi avevo ragione io \\(^_^)//
ROSICATE!
Approfondiamo anche la questione delle gapps



Non facciamo i velociraptor: le gapps non sono essenziali in android.
Invece il kernel è essenziale. Il kernel può essere paragonato al motore di un’auto. Esso infatti mette in comunicazione hardware del device e processi in esecuzione.
Se googlate Francisco Franco oltre ad ottenere il sanguinario dittatore spagnolo otterrete anche l’autore di un famoso kernel android.
Infatti questo ragazzo dal nome infausto ha modificato il kernel, rilasciato sotto licenza open, e ne ha fatto una versione originale. Perché? Perché si può sempre ottimizzare un generico kernel su una determinata macchina in modo da ottenere prestazioni migliori con consumi più bassi. Oltre al franco kernel esistono molti altri kernel modificati con lo stesso scopo. Oppure ci sono kernel che sono ottimizzati per i benchmark con appunto lo scopo di favorire le prestazioni.
Sul mio amato nexus ho anche installato app per sapere in tempo reale come lavora il processore, quanta ram c’è. Quali processi si possono avviare al boot e quali no.
Insomma c’è la libertà di poter mettere mano al codice e di poter modificarlo in modo profondo. Non ci sono solo i singoli appassionati a mettere mano al codice.
Ci sono anche grandi ditte, concorrenti di Google, che propongono una propria versione di android con i propri servizi installati. Possiamo fare l’esempio illustre di amazon con i suoi kindle.


ma anche la molto apprezzata miui



o la famosa yandex che presenta delle interessanti app anchesul playstore


Questo è Android. Questo è l’open source. Chiunque ha la libertà di poter modificare il codice e di poterlo ridistribuire. Non so se almeno ora su ios o windows phone è possibile anche soltanto cambiare la ui. Per fortuna me ne sono tenuto sempre alla larga. Certo, laggheranno di meno(in determinate condizioni) o avranno dei servizi importanti ma non avranno mai la libertà di poter modificare il codice.
Quindi bona. Resto con android. A prescindere. Supportiamo la comunità e supportiamo il software aperto: ci conviene.

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